








Oltre l’agricoltura biologica, per curare la terra e guarire il Pianeta.
Autore: Patrick Whitefield
Prezzo: € 10,50 (invece di €10,50)

Neologismo derivato dalla fusione di permanent e agriculture (agricoltura permanente), la permacultura nasce intorno al 1978 per opera di Bill Mollison e David Holmgren e si afferma con grande rapidità negli anni seguenti in tutto il mondo anglosassone.
Il punto di forza della permacultura è la sua capacità di andare oltre l'agricoltura sostenibile per proporsi come sistema per progettare insediamenti umani modellati sugli ecosistemi naturali, allo scopo di creare sistemi produttivi durevoli, sostenibili e produttivi, ovvero in grado di automantenersi e rinnovarsi con un basso input di energia.
Di carattere essenzialmente pratico, la permacultura si può applicare a un balcone, a un piccolo orto, a un grande azienda agricola o a intere zone naturali, così come ad abitazioni isolate, ecovillaggi e insediamenti urbani.
Il libro, pubblicato nel Regno Unito con il titolo Permaculture in a Nutshell, e già tradotto nelle principali lingue, è uno dei testi di maggior successo sui principi ispiratori e le pratiche della permacultura.
Ad arricchire la versione italiana sono le schede di Deborah Rim Moiso riguardanti le esperienze attive in diverse regioni, con le voci e le storie di chi sta già applicando i suggerimenti della permacultura in Italia.
Si va diffondendo sempre di più la consapevolezza che l’attuale modello di sviluppo sia incompatibile con i limiti fisici della Terra. Sappiamo di non poter continuare a inquinare come facciamo ora e che non riusciremo a soddisfare per sempre la nostra fame di materie prime ed energia. Fino ad oggi abbiamo usato il petrolio e altri combustibili fossili come se fossero fonti inesauribili, sviluppando un sistema agro-alimentare che per ogni caloria di cibo prodotta consuma circa dieci calorie di energia.
Passare a una produzione agricola biologica potrebbe contribuire a riequilibrare il bilancio energetico, dato che la produzione di fertilizzanti e pesticidi di sintesi richiede elevate quantità di energia fossile. Tuttavia, neanche l’agricoltura biologica convenzionale è in grado di ridurre in modo significativo la dipendenza del sistema agro-alimentare dalle macchine agricole e dalla logistica dei trasporti. Dunque, anche con la conversione al biologico di tutta l’agricoltura, la filiera che dai campi porta il cibo sulle nostre tavole continuerebbe a consumare più energia di quanta ne produce sotto forma di calorie alimentari.
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