Adesso è ufficiale: L'UE è una dittatura
di Antonio Terrenzio - 02/04/2025
Fonte: Antonio Terrenzio
Il politologo e sociologo Emmanuel Todd, nel suo fondamentale "La sconfitta dell'Occidente", sostiene efficacemente che quest'ultimo sia governato da "oligarchie finanziarie nichiliste" mentre per la Russia ha parlato di "democrazia autoritaria". Il mandato di arresto per Marine Le Pen con l'accusa di appropriazione illecita di fondi Europei, sua e di altri otto eurodeputati e di dodici assistenti parlamentari, inaugura un nuovo stadio: quello appunto della dittatura liberale. Usiamo questa definizione, apparentemente ossimorica per mettere in evidenza una realtà che già da una ventina d'anni è stata oggetto di studio in manuali che parlano apertamente di "Post-democrazia" o di "crisi del liberalismo". Il presupposto di base è piuttosto semplice e descrive le democrazie liberali come democrazie nominali, dove gli interessi di una minoranza si impongono su quelli della maggioranza. Che è poi il contrario di ciò che dovrebbe essere la democrazia come la intendiamo in Europa da almeno duecento anni: l'affermazione del principio maggioritario. Le oligarchie europee, nel significato dato da Todd, sono corrotte e screditare davanti all'opinione pubblica, con scandali che coinvolgono le personalità apicali delle istituzioni comunitarie, basti citare su tutti la Presidente della Commissione Europea Von Der Leyen, rieletta dal parlamento UE nonostante lo scandalo di diversi miliardi di Euro sui vaccini.
L'interdizione per quattro anni dai pubblici uffici con effetto immediato, mette in risalto il doppiopesismo e la natura pretestuosa nel giudicare la gravità di taluni reati, secondo il comune detto che la legge per gli amici si interpreta e per i nemici si applica. Anzi diremmo che le peggiori nefandezze nelle democrazie liberali si applicano in punta di diritto.
Il trattamento giudiziario riservato alla leader del Rassemblement National non è arrivato affatto inaspettato, dato quanto successo al candidato alle elezioni presidenziali rumene, Calin Georgescu per presunti e mai provati finanziamenti russi su Tik Tok, più altre irregolarità rilevate dalla Corte costituzionale rumena.
Si immaginava che il precedente colpo di stato in Romania, sarebbe poi stato replicato anche in Paesi più importanti dell'Unione Europea, come appunto accaduto in Francia.
Lo stato delle oligarchie politiche europee si regge su un un potere interno fragilissimo. In Francia Emmanuel Macron è a capo di un esecutivo di minoranza,
e nelle presidenziali del 2027, Marine le Pen era data finalmente come grande favorita. In tale quadro le élite dominanti hanno, come abbiamo già scritto in un altro articolo, la necessità di scaricare all'esterno le tensioni che vivono all'interno dei loro paesi. La guerra con la Russia caldeggiata da Francia e Gran Bretagna, ha come obbiettivo prossimo quello di far perdurare il conflitto in Ucraina il più a lungo possibile, per sfiancare la Russia e portarla non tanto ad uno scontro diretto, che cancellerebbe l'Europa nell'arco di pochi minuti, ma di destabilizzare la Russia causandone un caos interno tale da provocare non solo la caduta del regime Putiniano, ma uno spacchettamento in diverse Repubbliche e di ridurla allo Stato della Moscovia. Per raggiungere tale folle obiettivo, che però rappresenta il sogno bagnato dei poteri anglo-sionisti di base a Londra, per accaparrarsi gli immensi giacimenti di idrocarburi e materie prime, i gruppi di potere Euro-Dem sono disposti a mettere fuori legge o anche attentare alla vita di chiunque ostacoli questo disegno.
L'eversione delle élites
Le attuali élites neoliberiste hanno sperimentato nel corso degli ultimi anni politiche emergenziali di carattere sempre più eversivo. Se durante il periodo Covid, i non vaccinati erano additati come nemico pubblico, i provvedimenti legislativi di limitazione delle libertà fondamentali hanno aperto un vulnus psicologico prima che giuridico. Tali oligarchie autonominate sono letteralmente ostaggio di un delirio narcisistico, già studiato dal sociologo Christopher Lasch tra la metà e fine degli anni 70. In virtù di tale stato mentale, non esitano a giocare in maniera sempre più scorretta ed a farlo anche con la convinzione di farlo per il "bene" delle democrazie. Anche l'azione politica più abietta dal punto di vista etico, viene vista da tali personaggi come necessaria per la preservazione del sistema delle democrazie liberali.
Ecco perché la guerra contro la Russia non è solo il pretesto per l'ennesima bolla speculativa data dalla corsa al riarmo, ma una partita dove le classi post-liberali europee si giocano tutto. A questa classe appartiene anche un ceto intellettuale e sociale di completamento, ottuso dall'idea che il pericolo venga da Est come se fossimo ancora nella Guerra Fredda. I più stupidi di loro sono arrivati alla medesima conclusione, che sia necessario, mettere fuori legge i c.d. "partiti filorussi", qualsiasi cosa si intenda per essi, dal momento che basta assumere un atteggiamento critico nei riguardi delle politiche che continuano a volere un conflitto che sta devastando l'Ucraina, per essere indicati come fiancheggiatori o agenti di Mosca. Giornalisti ed intellettuali di regime, per malafede narcisistica e cortocircuito ideologico, rinforzano il concetto Calendiano di erigere uno "scudo democratico" contro i partiti che non vogliono la guerra contro la Russia.
Marine Le Pen nel suo intervento alla stampa francese ha parlato della magistratura come pericolo per l'ordine democratico. I colpi di maglio giudiziari sono lo strumento che le oligarchie dei Dem globalisti utilizzano in modo sempre più contundente contro le forze sovraniste che si oppongono al "partito della guerra". Decapitare la classe politica del primo partito di Francia è di una gravità inaudita davanti al quale si ha la necessità di reagire. Anche per questo Il conflitto ucraino rimane centrale e prima verrà chiuso dai russi, prima queste élites abusive e che rispondono solo ai loro interessi vedranno la loro fine.