La propaganda anti siriana rialza la testa
di Stefano Orsi - 05/04/2017
Fonte: SakerItalia
È ormai evidente agli occhi di un cieco come le difficoltà crescenti del ressemblement qaedista, che controlla per intero la provincia di Idlib, spingano i terroristi ad intensificare le manovre di propaganda.
Oggi hanno inscenato nuovamente, come già fecero nel 2013, un attacco chimico, e naturalmente di questo accusano lo stato siriano.
Facciamo il punto della situazione militare nella provincia di Idlib, roccaforte di Al Qaeda e dei suoi dolci e petalosi “White Helmets”.
Una decina di giorni fa, Al Qaeda, con la sua rinnovata alleanza di gruppi jihadisti, ha lanciato una potente offensiva verso Hama. Hanno necessità di ottenere una vittoria importante, essendo ormai più di un anno e mezzo che retrocedono su tutti i fronti.
La discesa sul campo di battaglia delle forze aeree russe prima, e delle truppe addestrate e comandate da ufficiali russi oggi (il noto 5° corpo d’Armata, le cui prime due classi di truppe sono state formate e già inviate al fronte, la prima a Palmira, la seconda proprio ad Hama per fermare l’offensiva) stanno creando i presupposti per una velocizzazione della caduta sempre più rapida della grande sacca di Idlib.
Cosa è successo ad Hama a sud della provincia di Idlib:
Dopo i primi giorni che hanno visto i terroristi conquistare un villaggio dopo l’altro, i rinforzi, primi fra tutti le Unità Tigre, e poi altri tra cui la già citata brigata del 5° Corpo d’Armata, hanno permesso di fermare l’avanzata, anche dopo qualche giorno, nonostante i terroristi avessero dato via alla fase due del loro attacco, che nei loro piani avrebbe dovuto portare ad Hama. Le perdite loro inflitte dai siriani li hanno letteralmente fermati al palo e da allora sono stati invece messi sulla totale difensiva e costretti ad arretrare, villaggio dopo villaggio, cittadina dopo cittadina.
È evidente che stiano subendo perdite molto pesanti, hanno allora tentato un diversivo attaccando il fronte sud di Aleppo per distogliere bombardieri e truppe dall’azione contro il fronte sud, ma nulla è servito allo scopo, la loro azione diversiva è stata annichilita sul nascere senza che alcuno venisse scomodato da altri fronti.
Ieri a San Pietroburgo e a Damasco, ci sono stati contemporaneamente due attentati contro il popolo russo, paese questo che molto più di altri si sta spendendo nel mondo per contrastare il terrorismo e la prevaricazione delle sovranità nazionali da parte di paesi aggressivi ed ingerenti nelle politiche interne altrui. Una strage in metropolitana, una delle metropolitane più belle ed efficienti al mondo quella della fu Leningrado, basta vedere i video che si trovano su Youtube per ammirarne lo splendore.
Molti i morti ed i feriti ed era alle porte il rischio che si diffondesse un sentimento di appoggio internazionale alla lotta russa contro il terrorismo qaedista, a lungo appoggiato, finanziato ed armato da potenze occidentali, per loro stessa ammissione, non mia ( rivedere le varie interviste in cui ammettono il sostegno all’opposizione siriana).
Al Qaeda deve ricompattare i paesi occidentali nel loro attacco contro la Siria, ed ecco che riscopre la stessa strategia utilizzata nel 2013, quando intendeva provocare un attacco occidentale contro la Siria (e per poco non vi riuscì). Poco importa se successivamente tutte le agenzie che investigarono sui fatti, ivi compresa la perizia tecnica affidata al MIT americano, abbiano dimostrato l’estraneità delle truppe siriane da quell’attacco e di più, arrivarono ad indicare le traiettorie dei proiettili di mortaio come vettori del gas, provenienti dalle zone sotto controllo di quelli che, simpaticamente, allora erano chiamati opposizione o ribelli siriani.
Ecco tutta la stampa occidentale che, al grido dei terroristi di essere stati colpiti dal cielo con armi chimiche, nemmeno si pone il problema di chiedersi quale obbiettivo ci fosse in zona da colpire con armi chimiche. Si sa che la guerra risponde a strategie di necessità, le risorse si utilizzano dove è necessario e proficuo utilizzarle, e non dove invece meno servono.
Giornali e televisioni ci danno come scontato un attacco della Siria, come se questo fosse mai davvero avvenuto.
Le crescenti difficoltà che incontrano i qaedisti nel reclutare nuove leve e nel rifornirsi di armi, dopo che la Turchia pare abbia chiuso i rubinetti,iniziano a farsi sentire e li spingono a mosse che mostrano che razza di persone prive di ogni scrupolo e parvenza di umanità possano essere. Tuttavia poco differente da questo è il mio giudizio su chi ne amplifichi la propaganda o addirittura la stia sostenendo sui media e sui social.
Chi oggi, senza prove di ciò che sostiene, escluse le solite fonti della propaganda di Al Qaeda (cioè gli Elmetti Bianchi e le organizzazioni che li finanziano, e il famigerato Osservatorio siriano per i diritti umani, SOHR, con sede nel retrobottega di una sartoria in Inghilterra, a Coventry per la precisione, e già in passato, con le decine di ultimi medici di Aleppo, di ultimi ospedali, di ultimi pediatri di ultimi clown, nessun riscontro venne mai trovato per nessuno degli eventi di cui ci parlava e neppure si è mai capito chi avesse costruito questi ospedali dai fantasiosi nomi che non si trovavano ne sulle mappe della città, ne tanto meno sugli elenchi telefonici di Aleppo…) ci ha riempito la testa di materiale finalizzato esclusivamente alla propaganda anti siriana ed anti russa, cerca di mantenere l’appoggio dell’opinione pubblica occidentale benevola nei confronti delle truppe di Al Qaeda, nascoste sotto l’ombra di un elmetto bianco. Il tutto ha funzionato bene per anni, visto che i qaedisti, attraverso l’operazione dei White Helmets, hanno ricevuto più di 100.000.000 di dollari da fondazioni occidentali, soldi che hanno consentito loro di proseguire la guerra, pagare i loro mercenari e organizzare nuovi attentati.
Ma proseguiamo così, ci mancava davvero un po’ di sana propaganda. Nei giorni scorsi, in un solo attacco, i bombardieri americani, colpendo un deposito di armi prudentemente nascosto dai terroristi a fianco di una moschea, ha causato più di 100 morti civili, e non ne faccio una colpa agli americani, la legge è chiara, non si possono nascondere depositi di armi nei pressi o sotto ospedali, chiese, scuole o comunque edifici adibiti alle riunioni dei civili, questo in tempo di guerra. Pena il commettere reati di guerra. Strano che nessuno lo faccia mai notare, nemmeno quando Lucia Goracci, presente ad Aleppo durante i combattimenti per la sua liberazione, avesse trovato molti prodotti chimici tossici stoccati proprio in una caserma di Al Qaeda alloggiata in una scuola, con annessa una fabbrica di bombe che utilizzavano bombole del gas riempite di esplosivo e prodotti chimici per essere lanciate per mezzo di Hell Cannon sui civili di Aleppo ovest. Rivedersi su RAI streaming il servizio. Certamente nessuno dei potenti governi occidentali si è mai sognato di denunciare l’utilizzo provato del cloro da parte dei qaedisti, certamente la loro attenzione si focalizza solo su argomenti che vengano in soccorso delle loro folli politiche di ingerenza su stati sovrani, sulla mistificazione dei fatti, sulla copertura della verità dietro una fitta coltre di menzogne e falsità.
Resta il rammarico nel vedere le tante vittime uccise due volte, la prima perché mutilate o uccise negli attentati terroristi di Al Qaeda o dell’ISIS, la seconda perché sfruttate a fini di propaganda per recare vantaggio ai loro stessi carnefici.