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Prova di forza

di Massimo Fini - 11/01/2006

Fonte: gazzettino.it

 
L'altro ieri Alì Khamenei, la guida spirituale dell'Iran, che ha preso il ruolo che fu di Khomeini, aveva dichiarato: "La Repubblica islamica dell'Iran non lascerà cadere i propri innegabili diritti ad avere una tecnologia nucleare a fini pacifici". Apriti cielo. Francia e Germania hanno invitato l'Iran a ripensarci. Il portavoce della Casa Bianca McClellan ha affermato che "il prossimo passo sarà il deferimento di Teheran al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite" per decidere le sanzioni contro l'Iran. Dichiarazione quanto mai sinistra perché ripercorre la strada che ha portato gli americani ad attaccare, invadere ed occupare l'Iraq. Ma forse la dichiarazione più strabiliante l'ha resa Mohamed El Baradei, direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia nucleare (Aiea) affermando che la sua pazienza e quella della comunità internazionale è agli sgoccioli: ieri infatti gli scienziati iraniani hanno riaperto alcuni siti per la lavorazione del nucleare proprio alla presenza degli ispettori dell'Aiea. E allora che cosa si vuole dall'Iran? Dove sta agendo al di fuori del diritto internazionale?
Ha diritto o no ad avere l'energia nucleare ad usi pacifici come tanti altri Paesi del mondo? E se non ce l'ha perché?

Dice: l'Iran ha già il petrolio come fonte di energia. Ma un Paese sarà pur libero di diversificare le sue fonti di energia o deve avere prima l'autorizzazione di McClellan? Se l'Iran accetta la presenza degli ispettori dell'Aiea che cos'altro gli si può e gli si deve chiedere? Tutti i dirigenti iraniani hanno sempre dichiarato di volere il nucleare per usi civili. E la presenza degli ispettori dell'Aiea dovrebbe essere una garanzia sufficiente. Ma ammettiamo pure che l'Iran voglia dotarsi dell'atomica. Ebbene? L'Iran è letteralmente circondato da Paesi, grandi e meno grandi, che posseggono quest'arma: Russia, India, Pakistan, Cina, Israele. Senza contare che al di là dei suoi confini, ci sono 160 mila soldati americani che non appartengono sicuramente a un "Paese amico". Un Paese avrà pur il diritto di difendersi o deve accettare di essere disarmato e inerme di fronte agli altri? Perché un Paese che non ha l'atomica di fronte ad un altro che ce l'ha è disarmato, passibile di qualsiasi ricatto. E mentre ci si scandalizza molto, e giustamente, per le dichiarazioni del presidente iraniano sul diritto all'esistenza di Israele, ci si scandalizza molto meno, anzi lo si tace del tutto - per i missili nucleari di Tel Aviv che sono perennemente puntati su obbiettivi iraniani. Non si vuole la proliferazione delle armi nucleari? Bene. Comincino a smantellare i loro poderosi arsenali Stati Uniti, Russia, India, Cina, Inghilterra, Pakistan, Israele e compagnia cantante e poi se ne riparlerà. Ma è la prima volta nella storia, credo, che si pretende il disarmo e la resa del nemico, o presunto tale, prima ancora di averlo combattuto e battuto.

 

www.massimofini.it