Il ruolo del denaro
di centrofondi - 10/11/2006
Nelle economie elementari si usava il baratto: io producevo grano e avevo bisogno diformaggio, non facevo altro che scambiare un po’ del mio grano con un po’ di formaggio e
così via. Metodo efficace, ma quando la merce da scambiare erano cavalli o mucche allora
la cosa diventava un poco scomoda senza contare che molte delle merci erano facilmente
deperibili non essendo stato ancora inventato il frigorifero. Per questo si cercò qualcosa di
più leggero che rappresentasse il valore di quella merce. Fu allora che cominciarono a
circolare tra le persone conchiglie e altre cose strane che rappresentavano quelle merci. Per
evitare che qualcuno facesse "il furbetto" si cercò un materiale che non fosse disponibile a
tutti e che non fosse facilmente reperibile. Fu l’avvento di oro, argento bronzo ecc., metalli
con i quali vennero coniate monete che venivano utilizzate per gli scambi.
La moneta quindi si può dire che sia il metro del valore delle merci prodotte. Nelle società
un poco più economicamente avanzate ci si rese conto che si poteva emettere moneta, oltre
che per le merci già prodotte, anche per le merci che si sarebbero prodotte in futuro in modo
da poter trovare le risorse per poter effettuare gli investimenti necessari ai miglioramenti
produttivi e quindi accellerare il benessere della comunità. E’ un po’ quello che succede in
borsa dove il prezzo di un’azione riflette le aspettative di crescita futura di una azienda. Se
poi le previsioni non si avverano allora il prezzo dell’azione cala e così succede anche
all’emissione di denaro che viene diminuita in maniera commisurata all’effettiva produzione
e così via.
Possiamo allora dire che il denaro riflette il valore delle merci prodotte, ma anche il valore
delle merci che si potranno produrre in un futuro prossimo (sei mesi, un anno o più).E’
ovvio che questo disequilibrio si riflette sui prezzi che aumentano e determinano quella che
gli economisti chiamano una sana inflazione.
Fino adesso è tutto chiaro?
In questo ragionamento il lavoro di ognuno contribuisce all’arricchimento della comunità,
compreso quello delle casalinghe che accudiscono le famiglie e possiamo dire che anche i
bambini contribuiscono al mantenimento futuro e magari all’accrescimento della ricchezza
comune, così come gli anziani che con la loro esperienza hanno contribuito e tanto ancora
possono dare alla comunità. Ognuno quindi, per il solo fatto di esistere, è portatore di
ricchezza e una comunità dovrebbe essere fiera di mettere nelle condizioni migliori ciascuno
dei suoi componenti affinchè ognuno possa dare il suo contributo al benessere comune
accreditandogli quello che da molti viene chiamato reddito di cittadinanza.
Nella realtà odierna questo non accade anzi gli anziani (dopo i 45 anni!!!) sono prima
emarginati dal lavoro, se non ci credete provate a trovare un posto ad uno-a che ha 45 anni,
e poi si spera che muoiano prima possibile perché è solo un costo per la collettività. Ma più
o meno accade la stessa cosa alle casalinghe che sono considerate poco più che mantenute.
Ed i figli? Un costo pesante per le difficili casse familiari. Insomma in questa società si è
"buoni" solo da 18 a 45 anni. Siamo diventati come la grappa: si scarta la prima e l’ultima
distillazione per bere solo la parte migliore, la parte centrale.
Qualcosa ovviamente non va, se ne accorgono tutti, troppe tasse, troppi debiti? O un sistema
da rifare…
Il denaro emesso dovrebbe riflettere le merci prodotte o quelle che verranno prodotte a
breve e quindi è un’attività in tutti i casi: il primo è ovvio, io produco e la moneta emessa
riflette solo questa produzione, ma anche il secondo perché in questo caso è la comunità che
si indebita con se stessa ovvero si anticipa solo quel denaro che gli consente di fare
investimenti. Nel nostro sistema invece sia il primo che il secondo caso diventano,
magicamente, un debito della collettività nei confronti delle banche centrali visto che per
ogni moneta emessa la comunità contrae un debito con interessi, senza contare quelli che
ognuno di noi contrae personalmente con le banche commerciali per comprare casa, un
macchinario ecc.
Quindi invece di essere accreditati di tanto denaro quanta è la ricchezza prodotta o che verrà
prodotta, ci viene addebitato tutto questo. Per dirla con un detto popolare, "tra averli e non
averli è il doppio" ed infatti con questo sistema ci viene sottratto il 200% oltre gli interessi:
il 100% per quello che non ci viene dato e il 100% per quello che ci viene addebitato.
E’ facile capire che con questo sistema il solo fatto di essere al mondo è un debito che sta
diventando insostenibile ai più. E’ come se in un campionato di calcio si partisse da meno
50 punti, anche se vinco tutte le partite dalla prima all’ultima quando lo vinco ‘sto
campionato? Mai! Altro che calcio truccato, questa è una truffa bella e buona.
In questo panorama ed in attesa che questo malaffare venga rimosso, si inseriscono le
monete complementari che nascono con la funzione di arricchire il territorio dove circolano,
ma anche qui è necessario fare molta attenzione.
La vera moneta è quella che è svincolata il più possibile dalla moneta ufficiale (quella che
per averla bisogna contrarre un debito), se per emetterla ho necessità di costituire una
riserva in moneta della banca centrale per un pari importo, non si fa altro che "sostituire"
momentaneamente la valuta ufficiale con un coupon valido solo in un territorio limitato.
In questo caso il valore apportato risulta essere solo quello della circolazione
territorialmente circoscritta che permette alla ricchezza di rimanere in quel territorio, niente
di più. Lodevole, per carità, ma non sposta gli equilibri ed il debito la fa ancora da padrone.
La vera moneta complementare - ma la possiamo chiamare tranquillamente francobollo,
medaglione, buono sconto- è quella che immette valore nella comunità e non porta dietro di
sé il pesante fardello del debito, è una ventata di ossigeno, una trasfusione di sangue sano.
Poiché la moneta è solo una convenzione perché non fare un gioco con una moneta nuova,
anche complementare, dove cerchiamo di ricostruire la fiducia nel futuro, nei rapporti, nel
prossimo… nella vita?
Pensate poi alla parola DENARO. Se la scomponiamo possiamo creare una nuova parola:
DONARE
che poi non è altro che la vera essenza della moneta senza il debito. Meditategente Meditate!
Dagli anni ’90, ma ancor di più negli anni dopo il 2000, c’è stata un’incredibile
accellerazione dell’emissione di denaro gravato da debito sia familiare che degli stati. Di
questo ce ne possiamo accorgere anche dal volume degli scambi del Dow Jones
Fino al 1984 gli scambi erano in crescita, ma comunque contenuti, dal 1985 sono
raddoppiati fino a triplicare negli anni ’90, dal 1997 un’impennata mostruosa che ha portato
alla bolla del 2000 dopodiché invece di riprendere la strada, come sarebbe stato normale,
verso gli scambi medi degli anni ’90 abbiamo assistito ad un’ulteriore e potente
accellerazione dovuta all’enorme liquidità riversata sui mercati e come è successo in
america è accaduto in qualunque mercato finanziario mondiale e in tutti i settori, immobili,
materie prime, obbligazioni. Una cosa inaudita e mai vista. Per il Dow Jones l’andamento
attuale ha delle affinità con quello che ebbe nella prima crisi petrolifera negli anni ’70.
Questo è l’andamento dell’indice dopo che Nixon, nel 1971, dichiarò l’inconvertibilità del
dollaro con l’oro che determinò la crisi petrolifera degli anni successivi.
Dopo un andamento pressoché laterale ebbe un picco nel gennaio 1973 per poi cadere per i
due anni successivi.
Questo invece l’indice ai giorni nostri. Stesso comportamento. Dopo l’abbuffata del 2000
andamento più o meno laterale fino al massimo storico di questi giorni. Corsi e ricorsi della
storia?
Ieri sera sono bastate le parole del Governatore della Bank of China sulla prospettiva di
diversificare le riserve cinesi (oltre 1000 mld in dollari) per scatenare il putiferio su dollaro
e oro. Se ci ricordiamo bene vi avevamo detto che tra il 7 ed il 13 ci sarebbe stato un set up
per il dollaro (linea tratteggiata verticale)
Sembrerebbe un’accellerazione in accordo anche con le nostre previsioni
La cosa strana è che lo yen non solo non si apprezza come sarebbe logico, ma addirittura
continua a deprezzarsi sull’euro.
…e le nostre esportazioni diminuiscono sempre di più…..! che ci volete fare questo è il
mondo del debito pazzo, che ogni giorno che passa ci stupisce sempre di più.
That’s all folks