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iraq : La mano cambia, la frusta rimane la stessa

di Massimo Mazzucco - 21/11/2005

Fonte: luogocomune.net

 

La ventata di democrazia in Iraq è durata venti minuti, giusto il tempo per farsene un pubblico vanto da parte di Bush, di Blair e di Casini, e poi sul popolo dei senza nome è calata di nuovo la mano vile dell'aguzzino.

In un curioso gioco delle parti, questa volta sono però gli americani a "scoprire" che in un braccio speciale della prigione di Jadirya, a Baghdad, si torturavano dei civili. Esattamente come ad Abu-Grahib facevano loro fino a qualche mese fa (e probabilmente continuano a fare, grazie all'assenza totale di media indipendenti nella regione).

Questa volta le torture paiono essere motivate dalla vecchia ruggine fra sciiti e sunniti, che l'invasione americana ha saputo solo riportare a livelli di massa critica. Abbiamo già analizzato altre volte come l'intento ultimo dei neocons americani sia quello di disintegrare, e non certo di democratizzare, lo stato iracheno, …

… per renderlo più docile all'interno della loro strategia di controllo su quella zona di medio oriente.

Ad andarci di mezzo naturalmente è stato il ministro degli interni Bayan Jabr, al quale è toccato inscenare la stessa identica recita di cui Rumsfeld si rese maestro in seguito ad Abu-Grahib. Lui non sapeva, lui non c'era, se c'era dormiva, e poi comunque sono solo un paio di mele marce, e poi comunque i torturati erano feccia della feccia, ma lui comunque respinge la tortura per principio, però quelli erano comunque terroristi della peggior specie, però comunque i responsabili saranno puniti…. eccetera eccetera eccetera. Insomma, come filosofia siamo molto vicini al pantano morale della cosiddetta "scuola Teodori": "non so, boh, sì però".

Perchè mai, ci si domanderà, gli americani si mettono di colpo a denunciare gli stessi pupazzi che gli fanno da controfigura nel governare il paese? Ma perchè le cose vanno fatte per benino, santoddìo! Non ci si può far prendere così, col sorcio in bocca, come stava accadendo al buon Bayan: la storia delle torture fra iracheni stava per venire fuori comunque, e loro non possono permettersi che qualcuno dica "bella democrazia che avete impiantato in Iraq!" E allora i nostri santarellini in tuta mimetica hanno pensato bene di gridare al lupo, in modo da ripulirsi da una parte, e far ricadere dall'altra tutta la colpa sull'aguzzino che non ha saputo imparare da loro il mestiere più antico del mondo. Opprimere, prevaricare, schiacciare, sopprimere, eliminare, e dimenticare - senza farsene accorgere, naturalmente - tutto quello che ti si pari davanti lungo il cammino verso la gloria eterna.

Nulla di nuovo sotto il sole, quindi, se non, forse, la consapevolezza di ciò che accade, condivisa oggi da una persona in più per ogni giorno che passa, grazie ad Internet. A ciascuno di noi, a questo punto, fare che quel numero cresca nella maniera più rapida ed efficace possibile. Se sapere è potere, non abbiamo ancora perso tutte le speranze.